TALPA PREMIATO AL FESTIVAL DELLE LETTERE 2007
Si è conclusa Sabato 6 ottobre 2007 la terza edizione del Festival delle Lettere con uno spettacolo al Teatro dal Verme di Milano.
A condurre l'evento una coppia d'eccezione: Alessia Ventura e Omar Fantini che hanno annunciato i vincitori delle diverse categorie in concorso.
E udite udite! Tra i vincitori c’era anche quel pachiderma di Marco, o se preferite Talpa, cioè io, che ha vinto il Premio Ettore Carminati (alla libertà). E lo ha vinto con una lettera che nelle intenzioni non era affatto destinata a partecipare al concorso.
Vi ricordate mesi fa quella diatriba sulla presunta discriminazione a danno dei ciecati da parte dell’associazione 365 gradi, organizzatrice del Festival delle Lettere’ Il testo velenoso che avevo scritto per il nostro blog e che avevo inviato per conoscenza agli organizzatori è piaciuto alla giuria che ne ha tratto una riduzione epistolare per poterla leggere ad alta voce durante il festival e premiare.
Questo è il testo della lettera premiata:
“LETTERA IN BRAILLE
Su una lista di discussione di ciecati che ha per tema i libri e la lettura
sono passati commenti di questo tenore:
Ecco una barriera alla scrittura. Oppure: Mandagli una lettera in braille
sull’accessibilità, vediamo come la prendono! o ancora: Assurdo, non ci
posso credere! Io gli mando una bella letterina rigorosamente mail! e altre
polemiche di questo tipo.
Più tardi, nella stessa lista, qualcuno ha postato un messaggio dicendo che
ha scritto all’organizzazione del concorso chiedendo (o pretendendo di
poter partecipare via mail e il permesso è stato accordato!
Allora, maremma calligrafica! Abbiamo mancato un’altra occasione di essere
persone prima che ciecati, di giocare secondo le regole, di non rivendicare
e
di non pretendere che il mondo giri intorno a ‘sti ciecati rompipalle.
Come al solito molti orbacci zoticoni, a dispetto dell’alto livello di
istruzione di gran parte di loro, vedono solo mostri e non sanno trovare
l’essenza delle cose.
Lo spirito di questo concorso, a quanto mi sembra di cogliere, è quello di
recuperare la scrittura tradizionale. E' un po' come quelle manifestazioni
che vogliono recuperare professioni antiche e scomparse, modi ormai desueti
di fabbricare oggetti di uso comune, di cui si sta inesorabilmente perdendo
memoria perchè sostituiti dalla produzione industriale e globale.
Alla fin fine un fatto ludico, non è un concorso pubblico per un
posto di lavoro. Se fosse così sarei io il primo a stigmatizzare pratiche
atte a rendere difficile o impossibile l'espletamento della prova da parte
dei ciechi o di qualsiasi altra categoria svantaggiata. Quindi, in questo
caso, chi partecipa deve, secondo me, accettare la sfida, compresa anche la
ratio che soggiace a questo concorso.
Certo, lodevole la loro apertura conseguente alle lettere dei ciecati
incazzati, ma mi chiedo: non è che per caso hanno derogato subito al divieto
delle e-mail per evitare poi di essere tacciati come quelli che discriminano
i ciechi’ Forse lo sanno anche loro che i ciechi quando ci si mettono sono
dei gran rompipalle e per le loro rivendicazioni, giuste o sbagliate,
possono
piantare su dei casini mostruosi!
Detto questo, invece di fare delle polemiche sterili sull'accessibilità,
dovremmo riflettere molto attentamente sul fatto che il mondo non gira
intorno ai ciechi e noi, prima di essere ciechi, dobbiamo essere persone ed
apprezzare anche quello che, di primo acchito, sembra non esserci
direttamente accessibile.
Per molti di noi il mondo è ridotto solo alla loro cecità: loro sono prima
ciechi e poi persone e valutano tutto con riferimento primario alla loro
cecità, anche quello che con la cecità non c'entra niente. Io mi sento prima
persona e poi cieco e la mia cecità fa parte del mio essere, anche se mio
malgrado.
Non possiamo chiuderci in noi stessi con il pregiudizio che chi ha
un'iniziativa non direttamente accessibile a noi ci discrimina.
Secondo questo atteggiamento, allora, non bisognerebbe più indire concorsi
di
fotografia o di pittura, oppure niente più concorsi musicali perché non sono
accessibili ad un sordo!
Quindi ripeto: non chiudiamoci nel nostro bozzolo, pronti solo a vederci
come
ciechi discriminati da tutti! Impariamo a vedere al di là del nostro naso!
In questa prospettiva, allora, potrebbe anche essere interessante un
concorso
di lettere scritte in braille. Perché non proporlo agli organizzatori.
Potrei fare molti esempi per cui un disabile avrebbe mille ragioni di
incazzarsi: le barriere architettoniche, la banca che non dà la possibilità
di agire tramite internet o il telefono, rendendo impossibile a chi non vede
di operare direttamente sul suo conto, le discriminazioni sul lavoro, ecc.
Queste sono le cose in cui le regole vanno cambiate! Per il resto, impariamo
a metterci in gioco secondo le regole che sono date per tutti! Ingegnamoci
anche noi, oppure semplicemente non partecipiamo! Infine è solo un gioco!
Cordiali saluti
Marco Pronello”.
Durante la lettura venivano riprese e proiettate su un maxischermo le mie manazze che leggevano il testo in braille che ho preparato appena avuta la notiziola del premione, ma la cosa estremamente positiva è che la giuria e il pubblico hanno colto l’ironia e il tagliente sarcasmo, che era quello che volevo trasmettere nello stile del pianeta Ciecagna.
Altra cosa ancora più positiva è che il messaggio che doveva passare, in controtendenza con i luoghi comuni pietistici e quant’altro, è passato, mi pare, senza fraintendimenti.
Per questo è doveroso un grosso ringraziamento all’associazione 365 gradi e alla giuria, nonché al pubblico.
Nota di costume: il premio è consistito in un megacofanetto con l’opera completa di Beethoven (60 cd). Gli ho chiesto se c’era anche l’ultimo album e mi hanno detto che uscirà il prossimo anno dopo la partecipazione di Beethoven al festival di San Remo. Az, me lo comprerò subito! Devo completare la raccolta!
Comunque, per la cronaca completa dell’evento, che ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico (circa 800 persone), rimandiamo al sito del festival: www.festivaldellelettere.it.
Alla fine della serata è stato annunciato il tema del concorso del festival del prossimo anno: lettera ad un bugiardo.
Forza ragazzi! Scrivete, epistolate!