MISSIONE COMPIUTA!
NOSTRO INTERVENTO ALL'ISTITUTO "LAGRANGE" DI TORINO
E una è andata! Lo avevamo anticipato come evento probabile in febbraio ed è avvenuto addirittura in anticipo!
Il mattino del 24 gennaio siamo stati invitati a presentare il nostro libro all’Istituto La Grange di Torino davanti a quattro classi di terza e quarta.
Il difficile è stato rompere il ghiaccio e noi, da bravi amici bastardi, abbiamo mandato avanti Pipistrello a parlare del nostro sito, visto che tra l’altro doveva scappare in fretta a recuperare la sua truppa infantile al nido.
Comunque, dopo le prime difficoltà e le prime gomitate nelle costole che, uno da un lato e uno da un altro, davamo a Pipistrello quando scadeva sul tecnico e si sentivano i primi russamenti da parte degli allievi, il nostro webmaster è stato tempestato di domande non tanto sul sito, quanto sulla sua vita di ciecato: con quali criteri capiva se era attratto da una donna, come ha conosciuto sua moglie, come faceva ad usare i mezzi pubblici ecc.
Poi, visto che doveva scappare, noi, fetenti fino in fondo, abbiamo detto al nostro uditorio: “Se volete divertirvi un po’, proponiamo di far uscire Pipistrello da solo, così vediamo quanto tempo ci mette a imbroccare la porta e per quanto tempo girerà nei meandri della scuola prima di scapicollarsi giù dalle scale dell’uscita.” La nostra proposta suscitò un po’ di ilarità, ma non fu accolta e due ragazze (che culo eh?) si offrirono di accompagnarlo fuori.
Poi venne il turno di Fanale che attaccò a sproloquiare sul libro e sulla sua genesi e Talpa è ancora lì adesso a chiedersi che cacchio avesse mai detto quel testa pelata.
Dopo che fu praticata un’iniezione di anestetico a Fanale che si stava infervorando un po’ troppo e stava saltando in piedi sul tavolo, ci fu una lettura recitata a più voci di alcune parti del libro. Erano quasi tutte ragazze le lettrici: una narratrice, un’altra che faceva Talpa, una Pipistrello, una la Pipi, una era l’autista del tram, e così via. Solo Fanale era interpretato da un maschio.
Dobbiamo ammettere che per noi è stata una grande emozione sentire recitato il nostro libro, anche perché i ragazzi sono stati bravissimi e si erano preparati molto bene i giorni precedenti.
Dopodichè, galvanizzato, partì Talpa a parlare non si capiva se del libro o di una sua improbabile storia d’amore con Fanale (non era tanto lucido perché aveva mangiato solo mezzo chilo di biscotti per colazione). Poi, ad un certo punto, svenne dalla fame e gli si dovette praticare una flebo di pane e salame e fu la volta delle domande, molte, pertinenti, interessate e stimolanti per noi. Da notare che la componente femminile era la preponderante nel formulare le domande.
Le curiosità erano un po’ quelle che siamo abituati a soddisfare: come facesse uno che è cieco dalla nascita ad immaginarsi i colori (cosa impossibile), come sognasse, cioè se il senso della vista fosse assente dai sogni, come facesse un ciecato e un mezzo ciecato a vestirsi abbinando bene i colori (e qui le risposte, ovviamente, erano due), eccetera.
Una ragazza ha chiesto quali consigli potessimo darle per un tirocinio con dei disabili. La risposta è stata che era fondamentale essere sséstessa e parlare e agire senza imbarazzo e senza cercare termini alternativi a vedere, nel caso parlasse con dei ciechi, o camminare, nel caso parlasse con gente sulla carrozzella, perché quello che ferisce non è l’uso di questi termini, ma il rendersi conto che l’interlocutore non è spontaneo e che blocca un rapporto vero e senza imbarazzo.
Non lo abbiamo detto, ma cogliamo l’occasione per dirlo adesso: anche chi ha un ritardo mentale, più o meno grave, si rende conto, anche se non può razionalizzarlo pienamente, di essere diverso dagli altri che possono fare delle cose che lui non può fare e sicuramente percepisce la diversità di comportamento nei suoi confronti. Per questo anche con lui bisogna essere spontanei e assolutamente sé stessi per non ferirlo.
Le domande non finivano più, sicuramente per autentico interesse, ma un po’ anche (ammettiamolo dài!) per ritardare il più possibile il rientro in classe e magari tagliare un pezzo di lezione. Talpa riferisce di aver sentito una ragazza che, col tono panicato, implorava i compagni di fare ancora tante domande. Probabilmente doveva sfangare un’interrogazione probabile e imminente!
Comunque l’applauso di fine incontro è stato caloroso, sembrava quasi un abbraccio da parte di tutti, e con questa frase mielosa e romantica da fare schifo concludiamo, notando che l’insegnante che ha organizzato il tutto ha detto a Fanale il giorno dopo che i suoi allievi le hanno dato, ancora la mattina seguente, dei riscontri molto positivi e l’hanno ringraziata, proponendo di riinvitarci.
MISSIONE A BAGNONE COMPIUTA
Nella serata di sabato sette abbiamo presentato il nostro libro sotto un portico davanti al Comune di Bagnone (MS)
Siamo stati invitati dall’associazione Macchie di Ruggine, nella persona gnocca di Carmen Cogliandro, che ci ha ospitati.
Abbiamo sperimentato un nuovo modulo di presentazione con Pipistrello alla
parte tecnica, che è riuscito a ottenere una chicca. Infatti Maurizio DiMaggio di radio montecarlo ci ha regalato la sua bellissima voce e ci ha letto la prefazione di “Cronache dalla Ciecagna” in MP3. Così, dopo l’introduzione dell’evento da parte di Carmen, è partito il pezzo di DiMaggio che è piaciuto molto.
Dopo è intervenuto il Fanale che passata mezz’ora, dopo aver sforato i tempi di ben dieci minuti è stato abbattuto da un cecchino per farlo smettere, ci sono voluti 14 colpi.
Il secondo intervento a panza tesa è stato quello di Talpa che con una maglietta con l’immagine del suo santo protettore, un piatto di pasta, si è cimentato con rriflessioni profonde. Ai presenti è stato distribuito del caffè per farli rimanere svegli, qualcuno ha chiesto il sacco a pelo per una pennichella.
Per fortuna Carmen, dopo aver svegliato tutti, ha letto un brano del libro, che con il suo accento lombotoscanopartenopeo è risultato esilarante e dinamico.
Infine è stata la volta di Pipistrello, che ha cominciato a fanfare del sito e, col fondello che lo contraddistingue la telecamera che lo riprendeva ha esaurito le batterie. Ci stiamo ancora chiedendo cosa abbia detto, di solito ascoltiamo la registrazione e mandiamo tutto al museo egizio presso studiosi di lingue antiche.
Luce, oltre ad averci scarrozzati in macchina, ci ha ripreso con la telecamera per eventuali contenziosi legali.
Luce ha fatto anche il servizio fotografico in vari momenti della giornata.
Abbiamo avuto anche dei coraggiosi che hanno comprato il libro.
Ma lacosa che ci ha veramente fatto piacere è che questo libro non è solo un pezzo dicarta, ma ci procura anche nuove amicizie.
Noi di amici ne abbiamo tanti, ma non ci fa certo schifo aver allacciato un rapporto di genuina amicizia con Carmen, che ci ha ospitati il giorno dopo a casa sua con la sua famiglia.
Un saluto anche al gestore della locanda che ci ha ospitati, Talpa e Pipistrello hanno dormito insieme, provocando danni alla loro camera per svariati milioni di €.
Domenica a pranzo siamo stati ospiti personali di Carmen e dei suoi genitori e ci hanno deliziato e bombardato di cibo.
Ci siamo strafocati, senza un minimo di ritegno: testaroli tre porzioni a testa piatto tipico del posto, torta d’erbi, abbiamo anche gustato dei dolci buonissimi che si chiamano Amor e, per finire la Pastiera visto le origini partenopee di Carmen. Il tutto condito con vino barricato.
Un saluto anche a Lucrezia e Vincenzo pargoli di Carmen e Franco il quale non ha assistito all’increscioso spettacolo del pasto dei nostri debosciati.
GRAZIEA CARMEN COGLIANDRO DI MACCHIE DI RUGGINE, GRAZIE AL COMUNE DI BAGNONE E A MAURIZIO DIMAGGIO DI RADIO MONTECARLO.


